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Un gennaio tanto freddo non s'era visto da trent'anni! A nord delle Alpi, la temperatura media sotto i 1000 metri è stata di -2,9 ° C. A meridione delle Alpi le temperature s'aggiravano in media fra 2 e 2,5 ° C; basse ma non così rare per la stagione. I mesi di gennaio freddi sono divenuti una rarità. Durante il periodo di misurazione di oltre 150 anni, il mese di gennaio a nord delle Alpi si è riscaldato di 2 gradi. La media trentennale di gennaio alla fine del XIX secolo era di – 2 ° C. Oggi si situa intorno a 0 ° C. L'aumento a sud delle Alpi ammonta a 1,5 ° C.
Totalmente differente si è rivelato febbraio: venti tempestosi da ovest hanno portato temperature record – a Lucerna si sono misurati 19,9 ° C. Il record precedente era di 18,8 ° C (1958). In media, le temperature superavano di 2 – 3 gradi quelle del periodo di riferimento. Inoltre, in molte parti della Svizzera si è prolungato il già lungo periodo di siccità.
Le basse temperature di gennaio e la notevole siccità hanno avuto ripercussioni sullo sviluppo fenologico. In Ticino, il primo nocciolo fiorito è stato annunciato il 16 gennaio, in linea con la media pluriennale. A nord delle Alpi e particolarmente sull'Altipiano la fioritura del nocciolo è ritardata di 10 giorni rispetto alla media. Ben diversa la situazione a quote fra i 700 e i 1000 metri, dove i noccioli fiorivano contemporaneamente a quelli dell'Altipiano, dunque da una a due settimane prima della media. Responsabili di questo precoce sviluppo sono state le elevate temperature in dicembre a queste quote e i giorni soleggiati di febbraio sopra la nebbia alta.
A metà febbraio la vegetazione è letteralmente esplosa: si sono osservate le prime farfare, cui si sono aggiunte a inizio marzo le prime anemoni bianche. Anche le gemme della serenella si sono sviluppate velocemente, mostrando le prime foglie.
Fonte: MeteoSvizzera, il bollettino e blog.
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