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Muzzano: dal bosco al lago con il corridoio faunistico

Sono terminati i lavori per la rinaturazione del riale Rubiana

Corriere del Ticino - I lavori sono finiti nelle scorse settimane, l'inaugurazione ufficiale è prevista in primavera, ma già oggi la rivitalizzazione del riale Rubiana sta portando effetti positivi a favore della biodiversità del laghetto di Muzzano. Grazie al ripristino del corridoio ecologico messo a punto dal Consorzio di manutenzione delle opere di arginatura del Pian Scairolo (CMAPS), anfibi e mammiferi selvatici possono oggi spostarsi senza problemi dalle pendici della Collina d'Oro allo specchio d'acqua gestito da Pro Natura, senza dover fare più i conti con la strada cantonale che scende da Sorengo e con il tracciato della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa. La conclusione delle operazioni è stata segnalata nei giorni scorsi dal periodico «La Pesca», organo ufficiale della Federazione ticinese acquicoltura e pesca (FTAP), e ci è stata confermata da Fabrizio Bazzuri presidente del Consorzio. Nel 2009 il WWF della Svizzera italiana e Pro Natura, proprietaria dal 1945 del laghetto, avevano dato avvio alla prima tappa volta a recuperare il Restabbio, un riale che scende dalla collina e che nel tratto terminale era stato incanalato sottoterra. L'operazione, eseguita dal CMAPS e sostenuta finanziariamente dal Cantone, dal Comune di Collina d'Oro e dalle due associazioni ambientaliste, aveva permesso di riaprire la strada alla migrazione degli anfibi che dai boschi raggiungono annualmente le sponde del bacino lacustre per la riproduzione. Restava da effettuare l'intervento più a monte, la seconda tappa ossia la rivitalizzazione del riale Rubiana, che corre parallelo al Restabbio in un contesto fortemente urbanizzato e frammentato. I lavori, effettuati negli scorsi mesi dal CMAPS con il sostegno del Dipartimento del territorio, che ha finanziato le opere tramite i sussidi federali e cantonali, e del Comune di Collina d'Oro, hanno permesso di eliminare le importanti disfunzioni a livello idraulico del corso d'acqua che si manifestano in caso di forti precipitazioni e allo stesso tempo di rimuovere tutti quegli ostacoli che impedivano il collegamento faunistico tra il bosco di Collina d'Oro e la riserva del laghetto di Muzzano. Oltre all'esecuzione di una camera di ritenzione, è stato sistemato l'alveo del riale, largo tra uno e due metri, con pietrame, massi da scogliera e fascine per facilitare sia lo scorrere delle acque sia il passaggio di animali, mentre con il materiale di scavo è stato creato un terrapieno lungo la strada cantonale, dotato di un'apposita barriera per anfibi. Inoltre, in concomitanza con il procedere del cantiere, il Cantone ha proceduto all'eliminazione per motivi di sicurezza di diverse piante situate in prossimità della strada, mantenendo lungo il tracciato una decina di alberi particolarmente meritevoli di conservazione. I risultati dal profilo ambientale non si sono fatti attendere e, come rileva il periodico della FTAP, l'operazione sembra essere stata apprezzato dalla fauna locale, dai rospi in particolare, ma anche da diversi piccoli mammiferi come ad esempio la volpe, il tasso e la faina, per i quali è già stato possibile documentare il transito tra il laghetto di Muzzano e il versante boschivo collinare.

Qui potete trovare l'articolo originale del "Corriere del Ticino".