Biodiversità in città

Biodiversità in città è un progetto pilota volto a valorizzare e proteggere la biodiversità in ambito urbano. Il progetto si compone di una serie di attività che possono essere svolte singolarmente o nel loro insieme. L’implementazione delle attività previste nel progetto può contribuire in modo tangibile alla tutela della biodiversità in ambito urbano. Le attività sono state proposte da associazioni facenti parte dell’Alleanza Territorio e Biodiversità o che collaborano con essa. Il progetto pilota è in corso di implementazione nella città di Lugano con la collaborazione della città stessa nell’ambito delle attività di gestione degli spazi liberi da costruzioni.
Dopo una fase pilota è intenzione dell’Alleanza Territorio e biodiversità estendere il progetto ad altri comuni del Sottoceneri.

Contesto

Oltre la metà della popolazione mondiale vive in città e la tendenza e in continuo aumento. In Europa, e in Svizzera, questa percentuale è ancora più elevata e sfiora il 75%. L’aumento della popolazione che vive negli agglomerati comporta una progressiva espansione delle aree edificate che si accompagna ad una riduzione degli spazi naturali, della varietà paesaggistica e a un incremento della frammentazione del territorio. La velocità con la quale questo processo avanza è sbalorditiva, di fatto siamo in presenza di un fenomeno mai successo in passato. In Svizzera, ad esempio, ogni anno viene consumata una superficie di territorio pari all’incirca a 21 kmq (Fonte: UFAM - Ambiente Svizzera 2011) determinando, in molte regioni, la sparizione delle cosiddette aree interconesse libere da costruzioni (Superficie priva di infrastrutture con dimensioni di 500 m per 500 m UFAM 2010C).
Le attività antropizzate, ovvero quelle legate all’uomo, plasmano ormai quasi tutto il territorio nazionale. Sia a causa dell’intensa attività edilizia legata all’urbanizzazione e alla necessità di nuove infrastrutture per i trasporti, sia a causa della crescente meccanizzazione dell’agricoltura. Queste attività provocano una progressiva banalizzazione del territorio, ovvero una riduzione della varietà e della qualità degli habitat, con conseguente diminuzione della biodiversità. Questa tendenza si registra anche a livello regionale e locale. Il risultato è che ormai solo una piccola parte del paesaggio svizzero risulta ancora naturale, cioè, non influenzata direttamente dall’uomo. Questa evoluzione si ripercuote in modo fortemente negativo sugli habitat e sulle popolazioni di animali e piante selvatici. Secondo l’Ufficio Federale dell’Ambiente (UFAM), a partire dal secolo scorso, quasi tutti gli ambienti naturali, o seminaturali, hanno subito una perdita netta di superficie e di qualità. Ne consegue che, nel nostro paese, un terzo delle specie animali e vegetali esaminate sia sotto pressione. Di pari passo si allungano le “liste rosse” delle specie minacciate o a rischio d’estinzione.
Un ulteriore elemento di questo processo, che aggrava la situazione delle diverse specie animali e vegetali, consiste nel fatto che lo sviluppo degli abitati e delle infrastrutture avviene prevalentemente nelle zone pianeggianti. Cioè laddove si concentra il maggior numero di specie animali e vegetali a causa del clima più favorevole.

UFAM: Lista rossa delle specie minacciate in Svizzera

Le città e il loro possibile contributo alla biodiversità

Quale strategia di sopravvivenza alla scomparsa degli ambienti naturali, diverse specie animali e vegetali cercano rifugio in ambienti sostitutivi di origine umana, anche nei grandi centri urbani. Spesso, infatti, in città si trovano numerosi spazi di piccole dimensioni e molto diversificati che presentano alcune caratteristiche naturali o che sono idonei ad ospitare determinate specie di animali e piante. Infatti, nei centri urbani, sia grandi che piccoli, si possono trovare molti spazi verdi, come giardini di vecchie case ancora semi-naturali, orti, scarpate incolte ai bordi delle strade, zone ruderali dovute a cantieri o depositi di materiale che permettono l’insediamento di specie pioniere, fino a veri e propri lembi di bosco inglobati nella citta durante la sua espansione (ad esempio il percorso vita situato in zona Cornaredo a Lugano). Ne consegue che diverse specie, in difficoltà nei loro habitat naturali, come pipistrelli, uccelli, mammiferi, insetti, farfalle e piante vi si insedino perché vi trovano degli ambienti sostitutivi. Addirittura, alcune specie di piante, muschi o uccelli, come ad esempio il rondone e il balestruccio, sono diventate specialiste delle zone abitate malgrado il loro ambiente originario fosse costituito da pareti rocciose. Inoltre, spesso, in ambito urbano, alcuni animali vi trovano vantaggi quali l’assenza di caccia, la minor presenza di predatori o di pesticidi e una certa abbondanza di cibo. Il risultato di questo processo è che in citta è possibile riscontrare un numero di specie che può essere addirittura più elevato rispetto a quello di zone agricole intensive e altre aree apparentemente naturali (per maggiori info BiodiverCity). Vista l’elevata presenza di specie animali e vegetali in città è importante attuare delle politiche di tutela di questo patrimonio naturalistico che contribuisce, oltre a preservare la biodiversità, anche a migliorare la qualità di vita delle persone.
Purtroppo però la natura è sottoposta a forti pressioni anche in città. Il processo di densificazione degli abitati si fa sempre più intenso, questo implica non solo edifici di maggiori dimensioni, ma anche più infrastrutture che portano al sacrificio di numerosi spazi verdi, come parcheggi e strade d’accesso. Inoltre, parallelamente, si assiste ad una crescente banalizzazione degli spazi verdi rimasti o creati di recente, che presentano poche specie, spesso non indigene e con un’unica funzione ornamentale. È quindi fondamentale contribuire a preservare e incrementare la presenza di diverse tipologie di verde in città con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei cittadini e proteggere anche la ricca fauna e flora che vi vive.

Valorizzare le aree verdi urbane e la loro biodiversità

Parlare di paesaggio, delle sue componenti tradizionali e degli sforzi per mantenerli intatti nel tempo, è oggigiorno piuttosto usuale. Tuttavia, se molto è già stato fatto per preservare il paesaggio nelle zone rurali, troppo poco è stato fatto a favore delle zone urbane, dove molte aree verdi potrebbero essere valorizzate. “Negli ambienti urbani le superfici non costruite sono considerate il più delle volte come dei territori residui e non come luoghi d’importanza ricreativa”, riporta Stefan Hartmann in Environnement numero 2/2013. Tuttavia siamo alle porte di un’inversione di tendenza: questo grazie alla recente ratifica da parte della Svizzera della Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), la quale invita a ingaggiarsi a favore di queste zone trascurate per evitare che “tali superfici periferiche, che spesso non beneficiano di una protezione adeguata, scompaiano per ospitare nuovi stabili o magari centri commerciali”.
Le aree verdi urbane non possono tornare a sfamare la popolazione (eccetto alcune eccezioni, sempre più numerose, legate all’ascesa dell’agricoltura urbana), ma possono essere valorizzate grazie a una nuova visione del paesaggio. Questo è quanto auspica la CEP che, secondo Andreas Stalder, sup. capoufficio della Sezione della gestione del paesaggio all’UFAM, propone una visione moderna del paesaggio che va oltre la percezione estetica, inglobando tutto il territorio e considerando anche gli aspetti economici, sociali e culturali, in quanto il paesaggio concorre a migliorare la qualità di vita delle persone sotto più aspetti. “Uno dei punti forti della CEP è la valorizzazione del paesaggio quotidiano nello spazio urbano e vuole sensibilizzare maggiormente la popolazione e i Comuni ai siti che li circondano” sempre secondo Andreas Stalder. In questo processo, agricoltori, abitanti e autorità sono invitati a lavorare assieme per trasformare gli incolti in spazi naturali di grande valore. Così facendo si potrebbero creare importanti spazi verdi che uniti formerebbero un’interessante rete di ambienti volti a promuovere la biodiversità in città e a creare un luogo di svago per la popolazione, che cerca sempre più di ritagliare dei momenti della propria quotidianità nel verde. A sostegno della valorizzazione delle aree verdi urbane troviamo anche la nuova Strategia biodiversità, tra i cui obiettivi vi è “Il miglioramento della qualità nelle aree urbane” (obiettivo 8, per maggiori informazioni Strategia Biodiversità Svizzera e Piano d'azione).

Partner progetto

Nell'Alleanza

- Abitat
- Pro Frutteti
- WWF Svizzera italiana
Orto a scuola
- ProSpecieRara

Associazioni esterne

- Fondazione Natura & Economia

Sostenitori progetto

Il progetto nei suoi intenti è sostenuto dalla Città di Lugano nell’ambito delle attività di gestione degli spazi liberi da costruzioni.

Foto: Fabio Guarneri