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Cancellare 10 anni di emissioni piantando milioni di miliardi di alberi

La proposta di Thomas Crowther, giovane ecologista e studioso: nel mondo ci sarebbe spazio per piantare 1,2 triliardi di alberi che compenserebbero le 100 gigatoni di emissioni di CO2.

Rinnovabili.itPiantumare miliardi di alberi e rinnovare su larga scala foreste,  parchi e aree verdi abbandonate in tutto il mondo ridurrebbe la quantità di CO2 nell’atmosfera in quantità pari a quella emessa dagli esseri umani nell’arco di un decennio. A sostenere la tesi è il professor Thomas Crowther, giovanissimo scienziato (32 anni) presso il Global Ecosystem Ecology dell’ETH Zürich.

 

In un’intervista pubblicata sull’Indepentent, Crowther spiega che insieme al suo gruppo di studio hanno rilevato la possibilità di piantumare 1,2 milioni di miliardi di alberi in parchi, foreste e zone verdi abbandonate, senza quindi intaccare aree rurali o già destinate ad altri utilizzi. Se un simile obiettivo fosse raggiunto, la riforestazione avrebbe un impatto nel contrastare il cambiamento climatico superiore a qualsiasi altra misura adottata dall’essere umano, dalla costruzione di impianti fotovoltaici a quella di turbine eoliche.

 

Negli scorsi anni, il lavoro di Crowther ha permesso il conteggio accurato degli alberi sul Pianeta: combinando dati satellitari e terrestri, nel 2015, il patrimonio mondiale arrivava a 3 milioni di miliardi di alberi (di cui1,3 milioni di miliardi in aree tropicali e sub tropicali, 0,74 nelle regioni boreali e 0,66 in quelle temperate), una quantità sette volte superiore rispetto a quella rilevata da un precedente studio della Nasa. Lo studio stimava 15 miliardi di abbattimenti ogni anno e sosteneva che il 46% del totale degli alberi fosse scomparso dall’avvento della civilizzazione umana.

Lo stesso approccio scientifico è stato utilizzato per prevedere la quantità di alberi piantumabile in aggiunta a quelli esistenti: secondo le stime di Crowther, la presenza degli attuali 3 milioni di miliardi di alberi abbatte le emissioni umani di 400 gigatoni annui e se a questi fosse aggiunto un altro 1,2 milione di miliardi di alberi, verrebbe catturato un altro centinaio di gigatoni di CO2 pari alle emissioni causate dall’uomo nell’arco di un decennio.

Le Nazioni Unite, con cui Crowther collabora come consulente, hanno già varato il pian Billion Tree Campaign, che al momento ha permesso la riforestazione di 17 miliardi di alberi in diverse aree del mondo, ma dopo le indagini del giovane studioso, il programma potrebbe essere rinominato Trillion Tree Campaign.

 

“Non stiamo mirando aree urbane o rurali, ma solo quelle degradate o abbandonate. Così possiamo affrontare due delle maggiori sfide del nostro tempo: il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità – ha spiegato il professor Crowther – Riforestare potrebbe essere il nostro strumento migliore per combattere il climate change”.

“E’ una cosa bellissima perché coinvolge chiunque – ha concluso il giovane studioso determinato a far conoscere il suo approccio olistico nell’affrontare le sfide climatiche a un pubblico sempre più vasto – Piantare alberi, letteralmente, rende le persone più felici nei contesti urbani, migliora la qualità dell’aria, quella dell’acqua, del cibo, l’ecosistema: è un qualcosa di tanto semplice quanto tangibile”.