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Rimetti un albero in città

Architettura - Spazi verdi urbani: non più solo un’esigenza estetica o paesaggistica, ma sempre più un valore ambientale, sociale e salutare

Azione.ch - La foresta urbana, ossia gli alberi e le superfici naturali nelle città, la loro importanza, le nuove tendenze: un tema attuale e in costante evoluzione che è stato di recente al centro di una mattinata di studio al Palazzo dei congressi di Lugano. Dai vari interventi è subito emersa l’utilità che il verde può garantire in un contesto cittadino, apportando non solo elementi di decoro, ma anche e soprattutto dei validi alleati nell’attutire l’inquinamento ambientale, gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e quindi, infine, migliorare la qualità di vita.

Come l’albero in città non sia solo una questione estetica, l’ha mostrato Alessio Fini, professore presso la facoltà d’agraria dell’università degli studi di Milano: «Le piante sono in grado di assimilare e stoccare grandi quantità di CO2; ne consegue che nelle città, grazie alla presenza di alberi e di strutture vegetali, è possibile migliorare sensibilmente il microclima e la qualità dell’aria, fornendo nel contempo ombra, proteggendo dal vento e attutendo i picchi di calore in estate o di gelo in inverno». 

Non è però sufficiente piantare alberi per avere dei benefici, è necessaria dapprima un’accurata pianificazione e, in seguito, una corretta gestione. «Già in fase di progettazione – ha proseguito Fini – sia essa una ristrutturazione, una costruzione o una riqualifica, chi si occuperà degli spazi verdi dev’essere parte delle discussioni». Diversi fattori vanno, infatti, considerati nella giusta scelta del luogo e delle specie da piantare, che si devono poter adattare alle condizioni esistenti: clima, pavimentazioni esistenti o previste, tubature, muri, sottostrutture, fili e presenza di edifici solo per citare alcuni esempi.

Un albero in città, ha infatti spiegato Francesco Ferrini professore al-l’Università degli studi di Firenze, ha una durata di vita inferiore rispetto a uno nel bosco e per questo necessità di più cure. Oltre agli influssi ambientali ci sono le strutture, gli edifici e le pavimentazioni che impediscono al verde cittadino di svilupparsi al meglio, costringendo a essere ancor più prudenti nella scelta delle specie. «Presto o tardi il patrimonio arboreo, che in diverse città è ormai vetusto, andrà sostituito e quindi, eccetto gli alberi monumentali, il rinnovo dei viali è da programmare. Non semplicemente abbattere, ma rinnovare considerando anche i cambiamenti climatici», ha precisato Ferrini.

Ogni pianta avrà poi anche le sue caratteristiche di crescita che devono essere valutate sin da subito per non ritrovarsi dopo pochi anni a dover gestire delle situazioni di contrasto. «Scegliendo la specie e gli spazi giusti, accompagnati da una corretta gestione, si evita che la pianta diventi presto un costo al posto di un beneficio», ha sottolineato Alessio Fini. Sbagliare in fase di progettazione significa invece creare facilmente danni alle strutture o conflitti con altri elementi che in seguito richiederanno ulteriori interventi diretti sulle piante, costosi per la città e dannosi per l’albero (come potature, abbattimenti, sostituzioni o rimozioni).

Fini ha infine presentato Qualiviva, un programma che promuove la realizzazione di aree verdi di qualità anche tramite le schede varietali di oltre cento specie arboree d’interesse ornamentale. Uno strumento in cui il progettista trova indicazioni in funzione delle caratteristiche botaniche e delle esigenze ecologiche delle specie, della capacità delle stesse di interagire con l’ambiente urbano, ma anche in base ad altri fattori quali l’acidità o la struttura del terreno, la salinità, la resistenza allo stress idrico, la solidità, la tolleranza all’irraggiamento solare, ai parassiti e ai patogeni (www.vivaistiitaliani.it/qualiviva).

Laura Gatti, paesaggista e agronoma ospite della mattinata organizzata dal Dicastero sicurezza e spazi urbani di Lugano ci ha spiegato che cosa significa creare spazi verdi in città: «Gli spazi verdi e in particolare gli alberi sono elementi vitali negli interventi di riqualifica nelle città che permettono di migliorare la qualità di vita di interi quartieri o agglomerati. In passato queste superfici erano pensate in modo estremamente antropocentrico, pensiamo ad alcuni parchi o giardini, ma oggi bisogna pensare queste aree in modo diverso, potenziando il ruolo della natura». 

Ma non è l’unico intervento utile ad aumentare il valore del verde urbano che va invece reso «fruibile alla popolazione, permettendo alle persone di approfittare di questi spazi come luogo di vita e di svago, quindi avvicinando e integrando il verde con il costruito. Si possono piantare grandi alberi, vegetalizzare le superfici esistenti e conservare nel limite del possibile il suolo agricolo ancora presente, favorendo la biodiversità». 

E con vegetalizzare le superfici si intende qualcosa di preciso, che Gatti ci spiega: «Nelle città gli spazi diventano sempre più stretti e quindi bisogna instaurare il verde non solo nelle aiuole o in piccoli fazzoletti di terra sopravvissuti alla cementificazione. I tetti, le pareti verdi, i giardini sospesi e gli alberi singoli sono elementi essenziali che devono però anche poter interagire tra di loro per creare un nuovo reticolo di natura in città. La tendenza è d’integrare vieppiù il verde nel costruito e gli esempi sono molti: dai giardini pensili di Singapore alla parete verde di un lussuoso albergo di Milano. Importante è anche garantire un verde diverso, ossia formato da specie diverse e magari anche nuove, considerando le sfide del futuro con i cambiamenti climatici in corso. Nuovi sistemi che devono però essere accettati dalla popolazione».

Qui puoi leggere l'articolo originale di azione.ch.