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La Charta dei giardini porta la natura anche in città

Il WWF Svizzera italiana, in collaborazione con l’Alleanza Territorio e Biodiversità, promuove l’adozione della Charta dei giardini, un documento che presenta dieci regole che permettono di mantenere o trasformare uno spazio verde in un luogo adatto ad accogliere fauna e flora locale, favorendo così la biodiversità.

Articolo di Fabio Guarneri, apparso sulla rivista Il Nostro Paese, n. 333 Dicembre 2017

 

Natura sempre più sotto pressione

Gli ultimi dati internazionali indicano che già oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città. In Svizzera, la quota è ancora più alta: tre persone su quattro vivono in un agglomerato o nei suoi immediati paraggi. Questa tendenza è una delle cause che mettono sempre più sotto pressione i diversi ecosistemi e le specie animali e vegetali che vi vivono. Infatti, l’espansione delle aree edificate causa una progressiva diminuzione e frammentazione del territorio e una riduzione della sua variabilità paesaggistica. La velocità con cui questo processo avanza è alta, basti pensare che nel nostro paese viene consumata annualmente una superficie pari all’incirca a 30 km². Questo fenomeno è maggiormente accentuato nelle zone pianeggianti dove si concentra anche un maggior numero di specie animali e vegetali grazie alla presenza di condizioni di vita migliori. Il risultato è quindi una progressiva perdita di biodiversità: in Svizzera risultano in pericolo

  

Il ruolo delle città

Le zone edificate tuttavia non sono solo una causa del problema, ma rappresentano anche delle opportunità e hanno quindi una responsabilità nella conservazione della natura. Se da una parte l'espansione delle città porta con sé i problemi sopraindicati, dall'altra parte le città fungono spesso anche da ambienti <sostitutivi> e di <rifugio> per molte specie di piante e animali che vedono ridursi i loro ambienti naturali. lnoltre, negli agglomeratl si hanno spesso numerosi spazi di piccole dimensioni e molto diversificati che presentano alcune caratteristiche degli ambienti naturali o che sono idonei ad accogliere specie animali e vegetali. Si tratta di aree come i giardini semi-naturali di vecchie abitazioni, orti estensivi, scarpate incolte, zone ruderali di cantieri o depositi, lembi di bosco inglobati con l'espansione dell'abitato, argini di corsi d'acqua, ecc. Tutto ciò fa sì che in città vi possa essere una ricchezza di specie paragonabile, se non superiore, a quella presente in zone agricole intensive o altre aree solo apparentemente naturali. Questi dati sono confermati anche da uno studio condotto nel 2010 dall'lstituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL e dall'Università di Berna, che ha analizzalo le città di Lugano, Zurigo e Lucerna effettuando appositi censimenti e ottenendo dei risultati molto interessanti' A Lugano, ad esempio, sono state censite 260 specie tra insetti, uccelli e pipistrelli che corrisponde ad un numero di specie comparabile a quelle presenti in ambienti naturali. lnoltre, nella città sul Ceresio, sono state scoperte tre specie di invertebrati nuove.per la Svizzera, fra le quali una specie di ape selvatica. È quindi di fondamentale importanza garantire anche in futuro questo patrimonio naturale, al fine di garantire una buona qualità di vita per le persone che vivono in questo Iuogo. Le misure applicabili sono molte, come un'attenta pianificazione del territorio urbano, una sua gestione più naturale, una riduzione della sua frammentazione e banalizzazione, la messa in rete dei diversi spazi verdi e l'impiego di specie vegetali indigene' La Charta dei giardini è uno strumento semplice che può aiutare a raggi ungere questi obiettivi.

 

La Charta dei Giardini in breve

La Charta dei giardini non è altro che un documento che presenta dieci semplici e pratiche regole che però, se ben applicate, permettono di mantenere o trasformare il proprio spazio verde in un luogo adatto ad accogliere fauna e flora locale, favorendo così la conservazione della biodiversità anche in ambienti urbani. Le regole previste possono essere applicate ovunque, sia in giardini di grandi dimensioni sia in piccoli, esistenti da diversi anni o di recente realizzazione. Non si tratta di effettuare una vera certificazione, ma di fare piccoli gesti concreti e di cambiare mentalità, impegnarsi moraImente e pubblicamente, sensi bi lizzando quindi anche i vicini a seguirne i principi concreti contenuti e a diffonderne l'approccio. Le regole contenute nella Charta dei giardini spaziano dalla gestione più estensiva degli spazi verdi, alla messa a dimora di specie indigene, al divieto di utilizzo di sostanze tossiche, alla lotta alle piante invasive, fino all'attuazione d'interventi che facilitino gli spostamenti degli animali.

  

La sua nascita

L'idea di Charta dei giardini è nata undici anni fa, nel 2007, grazie all'impegno dell'Association des intérêts de Conches (comune di Chêne-Bougeries, Ginevra) che avviò un progetto pilota nel proprio quartiere con il duplice obiettivo di rafforzare sia le relazioni sociali tra le persone del vicinato sia di preservare le peculiarità nel quartiere, trattandosi di uno dei quartieri più ricchi di uccelli nidificanti del Canton Ginevra. ll progetto ebbe un ottimo successo, così decisero di continuare. Con gli anni la diffusione della Charta dei giardini ha continuato a crescere. Oggi, I'intero progetto, che comprende anche una piattaforma internet (nota 2), è sostenuto dai servizi cantonali per l'energia e l'ambiente dei cantoni di Berna, Giura, Friborgo, Ginevra. Neuchâtel, Vaud e Vallese.

 

La diffusione in Ticino

ln Ticino, la Charta dei giardini è promossa dal WWF Svizzera italiana nell'ambito del progetto Alleanza Territorio e biodiversità. Ad oggi vi hanno aderito più di 40 cittadini sparsi in tutto il Cantone, oltre alla Città di Lugano con l'impegno a gestire sette aree verdi secondo le regole della Charta e il Dipartimento del Territorio di Bellinzona per il giardino dello Stabile Amministrativo altri enti pubblici e privati hanno inoltre già mostrato i loro interesse per una prossima adesione.

  

L'impegno della città di Lugano

La Città di Lugano è stato il primo comune del Ticino ad aderire ai principi della Charta con una cerimonia ufficiale tenutasi l'B giugno 2016 presso il biotopo ricreato presso le scuole di Breganzona. Alla cerimonia ha partecipato attivamente anche una classe di ragazzi della scuola media che, insieme ad una classe delle scuole elementari, ha lavorato al progetto di ripristino del biotopo situato nei pressi dei due istituti. Con l'adesione, la Città si è impegnata ufficialmente a gestire in modo più naturale sette aree verdi del suo territorio, invitando inoltre i cittadini a seguirne l'esempio. I luoghi gestiti seguendo le raccomandazioni della Charta dei giardini sono situati in diversi quartieri della città e includono anche parchi importanti e frequentati dai cittadini. Questi sono: il Parco del Tassino, il Parco San Michele, il Parco Seli, gli Orti in via Torricelli, il giardino scuole elementari della Gerra, il parco dell'ex Masseria Bizzozero e il giardino delle scuole elementari di Breganzona. Le misure previste in questi sette spazi sono le stesse per tutti e comprendono una gestione estensiva dei prati, la rinuncia a trattamenti e concimazioni, la piantagione di specie indigene, la riduzione delle barriere fisiche per gli animali, la creazione di frutteti estensivi con antiche varietà di alberì da f rutto (MasseriaBizzozero e Ortivia Torricelli)e, nel Parco Seli, anche il miglioramento del margine boschivo. All'entrata di ogni parco viene chiaramente segnalata la diversa gestione tramite la presenza di un'apposita placca che identifica la Charta dei giardini.

 

Lo stabile del Dipartimento del Territorio dà spazio natura

Anche il Dipartimento del Territorio di Bellinzona ha aderito a questa iniziativa impegnandosi a seguirne i principi nella gestione del giardino presente presso lo Stabile amministrativo 3. La consegna ufficiale ha avuto luogo il 17 maggio 2017, in occasione dell'evento d'avvio del Festival della Natura. L'impegno preso dal Dipartimento delTerritorio è un primo passo concreto verso una gestione più naturale dello spazio verde che circonda lo stabile amministrativo situato vicino al centro città. Questo prevede una gestione estensiva a chiazze del prato con soli due tagli durante la stagione vegetativa e la rinuncia alla concimazione con l'obiettivo di incrementarne la biodiversità trasformandolo in un prato semi-naturale. Inoltre, sono stati piantati una siepe semi-naturale, composta in massima parte da arbusti indigeni, e, nelle vicinanze, degli alberi isolati con l'intento di accogIiere diverse specie animali fornendo loro un luogo idoneo per trovarvi rifugio e cibo contribuendo al contempo alla strutturazione e diversif icazione del paesaggio. lnfine, sempre nello spazio verde dello stabile è stato realizzalo un orto biologico che ospiterà quasi esclusivamente antiche e rare varietà di piante coltivate in Svizzera, favorendo anche la presenza di insetti impollinatori. ll giardino avrà infine f unzioni didattiche e divulgative per la popolazione